ORE 22.55 - Autore: Livio Giannotta
Il Catania fa suo il derby di Sicilia mettendo ko i cugini rosanero per 2-0. Festa grande al “Massimino” per la decisiva doppietta dell’argentino Maxi Lopez, autore di una brillante prestazione proprio nel giorno del suo compleanno. L’ex centravanti del Barcellona ci teneva a festeggiare nel migliore dei modi, c’è riuscito regalando, al tempo stesso, una serata magica al popolo rossoazzurro. In campo le formazioni ipotizzate alla vigilia, con Terlizzi che vince il ballottaggio con Spolli per il Catania. Etnei privi di Carboni. Alvarez e Capuano titolari. Palermo senza Bovo, Bresciano, Tedesco e Simplicio. Al fischio d’inizio del Sig. Tagliavento, che si conferma autentica bestia nera del Palermo che ha rimediato la nona sconfitta con il direttore di gara di Terni, i rosanero sembrano particolarmente motivati. Dopo appena 1’ Miccoli effettua la prima conclusione in porta. Tuttavia la manovra rosanero è sragionata, la squadra di Rossi si scioglie progressivamente e cede il passo a un Catania molto aggressivo agonisticamente. A centrocampo gli etnei dominano i cugini, i quali soffrono maledettamente il pressing asfissiante rossoazzurro. Izco e Biagianti sono due autentici “mastini” nella mediana del campo, guidati da un Ricchiuti in uno stato di forma eccezionale. A tratti il Catania sembra quasi “ubriacare” il Palermo e al 13’ passa già in vantaggio. Maxi Lopez vede in difficoltà il romeno Goian, gli soffia la palla, corre via verso Sirigu e trafigge il n.1 rosanero con un gol che mette a nudo tutte le pecche della retroguardia rosanero ed esalta le doti realizzative di Lopez. Esplode il “Massimino” ma le emozioni sono appena cominciate. Il Palermo reagisce immediatamente ma sbatte contro il muro eretto dai padroni di casa. Non sembra crederci la squadra di Rossi che sbaglia diversi appoggi a centrocampo. Su tutti delude Fabio Liverani. Il regista del Palermo ha lasciato profondamente a desiderare, non riuscendo a prendere per mano una squadra in chiara difficoltà. Nelle ripartenze il Catania diventa sempre più letale, la difesa palermitana “balla” quando la palla passa tra i piedi di Martinez, Mascara, Ricchiuti e Lopez. Al 32’ il 2-0 è maturo. Proprio Liverani si fa sottrarre la sfera da Martinez, l’uruguaiano s’invola come un falco in area, mantiene il possesso palla, si gira e mette dentro per il destro di Maxi Lopez che da quella posizione da infallibile cecchino non sbaglia. La gioia per il raddoppio del Catania è in qualche modo smorzata da un infortunio che rimedia Martinez al quadricipite nella circostanza. Si prevedono 20 giorni di stop per il “Malaka”, tradizionalmente decisivo nei derby col Palermo. Stavolta non fa in tempo a mettere la palla in fondo al sacco ma, quantomeno, è suo il preziosissimo suggerimento per Lopez in occasione del meritato 2-0. Il Palermo è stordito da questo gol, fatica a rialzarsi e rischia di beccare anche la terza rete nel corso dei primi 45’. Sembrano quasi “scherzare” gli etnei in alcuni frangenti, esaltando il pubblico presente con giocate d’alta scuola. Peggio di così questo Palermo non sembra proprio poter fare, ecco allora che durante l’intervallo mister Rossi sprona i suoi e li invita a comportarsi decisamente meglio in campo. In effetti la reazione arriva nel secondo tempo, anche perché il Catania si limita in sostanza a gestire il vantaggio senza affondare ulteriormente i colpi. Il cambio effettuato da Marcolin, vice dello squalificato Mihajlovic, è stato effettuato anche in quest’ottica. Ledesma, subentrato a Martinez, ha garantito qualità e quantità in mezzo al campo. Delio Rossi prova a mischiare le carte e spedisce sul terreno di gioco Bertolo in sostituzione del disastroso Liverani. Ora la manovra rosanero è un tantino più ragionata. Successivamente Hernandez rileva Miccoli e, anche in questo frangente, il cambio può considerarsi azzeccato perché il giovane attaccante ha dato maggiore vivacità. Ma sono state davvero poche nell’ambito dei 90’ le vere occasioni da gol costruite dagli ospiti. Nei 20’ finali c’è spazio anche per il giovane centrocampista catanese Fabio Sciacca, il quale fa in tempo a strappare qualche applauso per un paio di numeri estremamente interessanti. Peccato, però, che a pochi minuti dal termine delle ostilità Sciacca rimedi anch’egli un brutto infortunio. Davvero sfortunato il ragazzo, al rientro in campo dopo un lungo stop. Il Catania ha esaurito i cambi, dunque si trova costretto a giocare in inferiorità numerica i restanti minuti di gioco. Nessun problema perché ci pensa il sostegno massiccio del pubblico a fare da tappo all’assenza di Sciacca. Incantevole la cornice del “Massimino”, il calore dei tifosi che ha accompagnato il Catania per l’intera durata del match. Il Palermo tenta di realizzare almeno il gol della bandiera a pochi secondi dalla fine ma il solito inesauribile Mascara , nelle vesti anche di difensore aggiunto, salva sulla linea e contribuisce a conquistare un successo tanto atteso a Catania che archivia quasi del tutto la pratica salvezza. Dopo quattro minuti di recupero il Sig. Tagliavento manda le due squadre negli spogliatoi e può scatenare la festa rossoazzurra sugli spalti. Catania che sale a quota 38 punti in classifica, Palermo comunque ancorato alla zona Champions. (
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