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Ultime partite Catania


C A L E N D A R I O  P A R T I T E  C A L C I O  C A T A N I A


18-05-2008 Catania 1 - 1 Roma

Terzo gol nelle ultime tre partite per Malaka Martinez e salvezza ampiamente meritata del Catania. Match duro, soffertissimo, disputato contro una buona Roma, speranzosa di un eventuale passo falso dell'Inter a Parma. Ma i giallorossi hanno trovato un Catania affamato di Serie A e con lui un'intera città. Impressionanti il tifo sugli spalti e le coreografie, semplicemente da far rabbrividire. Grande partecipazione da parte dei 25000 presenti sugli spalti, i primi a non mollare nell'arco di tutto il campionato. E oggi non hanno fatto altro che incoraggiare i ragazzi di Zenga dal 1' al 90'. Tuttavia è da censurare quanto si è verificato nelle ore precedenti l'inizio della partita, dove un vetro del pullman dei calciatori della Roma è stato rotto dal lancio di una busta di plastica con dentro un oggetto contundente. L'autore del gesto è stato ripreso da telecamere a circuito chiuso e quindi verrà presto identificato. Per il resto non si è registrato alcun problema durante lo svolgimento della gara, che si è svolta in un clima di assoluta serenità.
Il Catania parte benissimo, pressando alto a centrocampo e ben disposto in campo, con Colucci schierato alle spalle di Martinez in attacco e Terlizzi in difesa a far coppia con Stovini. Nella Roma invece a sorpresa gioca dal 1' Cassetti. Alla prima occasione sono proprio gli ospiti a passare in vantaggio. E' il minuto 8, Vucinic fa fuori tre avversari e con un diagonale chirurgico batte Bizzarri. Pesa tantissimo il gol beccato dai rossazzurri, che comunque hanno la forza di reagire, spinti dal calore del pubblico e dalla rete che nel frattempo l'Empoli ha messo a segno contro il Livorno. Gli etnei sarebbero infatti retrocessi adesso. Ma la gara è lunga, mister Zenga lo sa benissimo, c'è il tempo per recuperare. I rossazzurri spingono sull'acceleratore e al 30' vanno vicinissimi al pareggio. Martinez si alza benissimo tra i difensori giallorossi sul cross di Sabato da sinistra: bel colpo di testa, ma la palla esce alla sinistra dei pali di Doni. I giallorossi rispondono 2' dopo con il brasiliano Mancini: Silvestri sbaglia l'anticipo sul numero 30 brasiliano che entra in area e può battere comodamente di destro, Mancini sceglie il primo palo e spara rasoterra contro l'esterno della rete. Brivido per il Catania. Al 35' però gli etnei tornano a rendersi pericolosi in avanti e trovano sulla loro strada un impeccabile Doni. Vargas mette una palla a spiovere sul secondo palo, Tedesco si inserisce bene e si allunga per battere di sinistro, ma Doni compie un intervento pazzesco e devia in angolo. Le due squadre si affrontano a viso aperto, il Catania gioca con personalità e aggressività ma si dimostra poco lucido sotto porta. Zenga tenta di ovviare al problema giocandosi la carta Takayuki Morimoto nella ripresa. Il giapponese rileva Sabato, mentre Vargas agisce in qualità di terzino sinistro, ruolo ricoperto costantemente dal peruviano con Silvio Baldini in panchina. Passano i minuti, lo spauracchio della retrocessione è sempre più vivo, la Roma invece al momento sarebbe incredibilmente campione d'Italia, in virtù del pareggio che sta maturando a Parma tra gialloblù e interisti. Il Catania però non ci sta a dire addio alla Serie A e prova ripetutamente ad assalire la difesa romanista. Al 52' Martinez punta Cassetti e dopo un paio di finte tocca per Morimoto che allunga per l'accorrente Baiocco, destro secco del capitano da 15 metri e palla che esce di poco con Doni immobile. Praticamente Baiocco fallisce un calcio di rigore. I rossazzurri attaccano a testa bassa, con la forza della disperazione. Neanche Morimoto riesce nell'impresa di infilzare Doni. Il giapponese ci va vicinissimo al 61', viene a trovarsi a tu per tu con l'estremo difensore giallorosso ma è scordinato e mette alto sopra la traversa. Morimoto si dispera. Improvvisamente però il pubblico fa ritrovare l'entusiasmo ai ragazzi, "avvisandoli" che l'Inter è passata in vantaggio a Parma. Pian pianino la Roma cala, dà evidenti segnali di cedimento. Al 68' è ancora Morimoto protagonista. Palla tesa in verticale per il giapponese che prova a concludere di prima in scivolata: Mexes lo contiene ma Morimoto è velocissimo a rialzarsi e a provare il sinistro rasoterra bloccato bene da un ottimo Doni. Il Catania fa sul serio, attacca come può. Pochi minuti dopo Biagianti colpisce pure la traversa, ma l'azione è stata fermata per un fuorigioco sulla ribattuta. C'è da dire che l'ingresso in campo di Morimoto nel secondo tempo e di Mascara al 58' ha dato molto più consistenza al reparto avanzato rossazzurro. La Roma invece esaurisce progressivamente benzina e stimoli. E' ormai un assalto all'arma bianca. All'82' viene anche giustamente annullato un gol agli etnei per fuorigioco di Mascara, ma sembra davvero che non ci sia più nulla da fare per il Catania. Il pubblico comunque continua incessantemente a sostere gli uomini di Zenga, la città vuole fortemente la A. Sembra quasi commovente il tentativo continuo da parte della squadra rossazzurra di pervenire al pareggio.
Finalmente all'85' il Massimino può esplodere di gioia. Martinez tocca di destro in mischia dopo l'ennesimo tiro di Morimoto deviato da Brighi e fa centro. 1-1, l'arbitro stavolta convalida, non è un sogno ma una piacevole realtà. Il Catania riequilibra la gara e dagli spalti inizia la festa. Al 90' il direttore di gara, Saccani, decide di mandare le squadre negli spogliatoi, per un risultato finale più che giusto. Gol pesante quello di Martinez che sancisce la seconda salvezza consecutiva conquistata all'ultima giornata dal Catania. Scudetto all'Inter, ma complimenti alla Roma che ha disputato un campionato eccezionale, andando vicinissima alla conquista del tricolore.
Parma, Empoli e Livorno salutano la Serie A.


11-05-2008 Juventus 1 - 1 Catania

Incredibile. Del Piero beffa il Catania nel finale, realizzando l'1-1 che rimanda il discorso salvezza a domenica prossima, quando i rossazzurri affronteranno al Massimino una Roma in piena corsa scudetto. Dunque per il terzo anno consecutivo il Catania è costretto a sudare fino all'ultima giornata. Due stagioni fa arrivò in extremis il salto di categoria, l'anno scorso la salvezza col Chievo sul neutro di Bologna, ora l'obiettivo è quello di fermare la Roma. Basterebbe anche un pareggio, tutt'altro che semplice da conquistare ma possibile, specie se i rossazzurri affronteranno la gara con la mentalità vista oggi all'Olimpico di Torino, contro una Juventus che non ha regalato assolutamente nulla. Questo aumenta i meriti del Catania, bravo a mantenere i giusti equilibri tra i reparti e concedere il meno possibile ai più quotati avversari, senza affatto disdegnare di rendersi pericoloso in attacco. Confortanti i progressi evidenziati da Martinez, cresciuto soprattutto nel finale del primo tempo, creando un pò di panico alla retroguardia juventina. Lo stesso Malaka è stato autore del gol del momentaneo 0-1, al 48': sugli sviluppi di un calcio d'angolo pasticciano Buffon e Chiellini, interviene Martinez che al termine di un'azione confusa mette la palla in fondo al sacco, per la gioia dei 700 tifosi giunti da Catania. I padroni di casa si riversano a questo punto nella metà campo etnea ma non impensieriscono più di tanto il sempre attento Bizzarri, che oggi ha sostituito Polito tra i pali, messo ko da un improvviso mal di schiena. Ha interpretato bene il match anche Christian Silvestri, efficace soprattutto nel primo tempo. Il Catania gioca con grande determinazione e i risultati che maturano negli altri campi danno una marcia in più ai rossazzurri. Purtroppo però all'89' Del Piero rovina la festa al Catania, come all'andata, regalando al pubblico di casa la gioia del pareggio, sfiorato 1' prima da Trezeguet. Il capitano della Juventus interviene in scivolata con il destro a centro area su un cross proveniente dalla sinistra di Camoranesi, anticipando Terlizzi. Nulla da fare per Bizzarri e salvezza non più aritmetica per il Catania. Il Parma infatti può ancora sperare nel miracolo, battendo l'Inter al tardini, mentre l'Empoli se la vedrà in casa contro il già retrocesso Livorno. Tutto dipende dal Catania, dunque. Soltanto non perdendo al Massimino con la Roma si avrà infatti la certezza matematica della permanenza in A. E' giunto il momento della verità, il Catania con l'aiuto dei suoi tifosi ha tutte le carte in regola per farcela.


04-05-2008 Catania 1 - 2 Reggina

La Reggina si aggiudica il Derby del Sud e compie un passo importante verso la salvezza. Rossazzurri in serio pericolo adesso. Diventa infatti obbligatorio ottenere punti pesanti con Juventus e Roma, prossime avversarie in campionato. Bisognerà farlo con la necessaria umiltà, sperando in un pizzico di fortuna, ma soprattutto giocando con convinzione e personalità, doti che purtroppo sono venute a mancare in una gara così importante come quella di oggi, dove per l'ennesima volta sono emersi i limiti in fase offensiva della squadra, capace di creare numerose occasioni, attaccando però con poco mordente. Oltretutto diventa tutto più complicato se giochi senza alcuna punta di ruolo. In questo senso ha pesato parecchio l'assenza di Spinesi, unico terminale offensivo della squadra insieme con Morimoto, non ancora al 100% della condizione fisica. Oggi mister Zenga lo ha fatto entrare a 25' dalla fine del match, ma l'attaccante giapponese non è riuscito nell'intento di battere un insuperabile Campagnolo, nonostante la buona volontà.
Il Catania ha dato sicuramente il massimo, nulla si può rimproverare ai ragazzi di Zenga, se non il gol dell'1-0 amaranto preso in maniera estremamente ingenua. Ma quello che risulta preoccupante è soprattutto il crollo in termini di rendimento di Peppe Mascara, che da tempo non riesce più ad inquadrare lo specchio della porta, fallendo anche le occasioni più semplici. Perchè allora non dar spazio al brasiliano Inacio Pià? L'attaccante è stato acquistato in occasione del mercato di riparazione ma raramente ha avuto la possibilità di mettersi in mostra, più per scelta tecnica che per infortuni. Forse sarebbe opportuno puntare su elementi più freschi, che in questo momento potrebbero dare qualcosa in più alla squadra. Naturalmente queste sono soltanto considerazioni personali, possono essere condivise o meno, non facciamo gli allenatori di professione. Ma su una cosa credo che tutti siano d'accordo: in queste ultime gare servirà prima di tutto la testa. Nessuno può permettersi di perderla proprio adesso che la stagione volge al termine. Sulla carta le prossime partite con Juventus e Roma in campionato sono proibitive ma nel calcio nulla è scritto e le motivazioni fanno spesso la differenza.
E' d'obbligo restare tutti con i piedi per terra e sostenere i ragazzi fino a quando la speranza resta ancora viva. Drammatizzare non faciliterebbe il compito della squadra, già di per sè col morale a terra per una sconfitta del tutto inaspettata alla vigilia. Occorrerà soffrire, fino all'ultimo secondo dell'ultima giornata, sperando nella salvezza, difficile da raggiungere ma ancora alla portata del Catania.


27-04-2008 Udinese 2-1 Catania

Il Catania aveva l'opportunità di chiudere quasi definitivamente il discorso salvezza sbancando Udine, invece ci troviamo a commentare l'ennesima sconfitta esterna in campionato, per una maledizione che non vuole proprio saperne di arrestarsi. Il numero di successi in trasferta resta dunque fermo a zero in campionato. E' stata comunque generosa la prestazione offerta dai rossazzurri che hanno peccato (non è una novità) di lucidità sotto porta, commettendo errori anche in fase difensiva. Al primo di questi l'Udinese colpisce. Quagliarella pesca Di Natale sul filo del fuorigioco, l'attaccante conclude e batte Polito. 1-0 immediato, grave ingenuità di Biagianti e Sardo nella circostanza. Il Catania però non si scompone e all'8' reagisce con Martinez (inizialmente preferito a Spinesi, ndr) dalla distanza, ma la palla termina fuori di misura. Gli etnei crescono, macinano gioco, i padroni di casa invece si limitano a pungere attraverso qualche pericolosa ripartenza. In particolare è il peruviano Vargas a creare apprensioni alla retroguardia udinese. El Loco vince quasi tutti i duelli e al 35' firma il meritato pareggio del Catania. Conclusione stupenda di Vargas, al volo, su lancio ben calibrato di Izco. Solita prodezza del calciatore sudamericano in questo campionato che sale a quota cinque gol messi a segno. Tuttavia al Friuli emergono anche i limiti della squadra catanese. Basti pensare al nuovo vantaggio friulano, realizzato 3' dopo da Quagliarella, tornato a grandi livelli proprio contro i rossazzurri. Realizzazione di pregevole fattura per l'attaccante napoletano che da quasi trenta metri fa partire un bolide che si insacca sotto la traversa, ma è leggermente fuori dai pali Polito e Silvestre si fa scartare banalmente da Quagliarella. Netta disattenzione anche in questo caso, tutto da rifare. Nel primo tempo il Catania ci mette cuore e grinta ma non basta contro questa Udinese poco brillante nel gioco ma cinica e spietata in avanti. Il copione non cambia nella ripresa. Catania più propositivo ma tutt'altro che fortunato e preciso in zona gol. Mister Zenga prova a giocarsi anche la carta Spinesi al 59', in sostituzione di Izco, tra i migliori al Friuli. A 17' dal suo ingresso in campo il Gabbiano, sugli sviluppi di un calcio d'angolo, prova un colpo di tacco in bello stile che termina di poco a lato. Da apprezzare il tentativo di Spinesi. Subito dopo l'Udinese si rivede pericolosamente in attacco. Protagonista ancora una volta Quagliarella che serve ottimamente Pinzi di tacco e quest'ultimo (subentrato a Pepe nel corso della ripresa) fallisce a tu per tu con Polito. L'Udinese bada principalmente a difendere il vantaggio, soffre l'insistenza del Catania che meriterebbe quantomeno il pareggio. All'85' fa il suo ingresso in campo anche Takayuki Morimoto tra le fila del Catania, autore della realizzazione che eliminò proprio l'Udinese dalla Coppa Italia in questa stagione. Stavolta però il giapponese non riesce a gabbare il team di Marino che al termine dei 4' di recupero assegnati da Bergonzi può festeggiare una vittoria essenziale in chiave Uefa. Il Catania esce invece a testa alta ma i punti, cosa molto più importante, non sono arrivati e la classifica si complica nuovamente. Domenica prossima sfida decisiva al Massimino contro la Reggina. Necessaria la conquista del 38^ punto, che dovrebbe bastare per assicurarsi la permanenza in Serie A, prima di affrontare la Roma in Coppa Italia, la Juventus all'Olimpico e nuovamente i giallorossi tra le mura amiche in campionato.


20-04-2008 Catania 1-0 Lazio

In una splendida giornata di sole al Massimino il Catania sconfigge per 1-0 la Lazio di Delio Rossi, ottenendo tre importantissimi punti in chiave salvezza. Adesso la zona B dista ben cinque lunghezze, in virtù delle contemporanee sconfitte di Empoli, Reggina e Parma. Primo tempo convincente dei rossazzurri, con gli ospiti che sembrano alquanto rilassati. Il Catania prova da subito ad incanalare la partita sui giusti binari. Al 4' due conclusioni da fuori si stampano sul legno a Ballotta battuto, la prima di Sardo e la seconda di Tedesco. Inizia a scaldarsi la Curva Sud del Massimino (sciopero del tifo nella Nord invece, ndr). Il Catania continua a spingere. Grande occasione di Mascara al 12'. Il piatto destro sorvola di un niente la traversa dopo la grande discesa di Vargas sulla sinistra. La squadra di Zenga c'è, mentre i laziali sonnecchiano. Ma Ballotta al 23' è protagonista di un grande intervento. Punizione pennellata in area per l'inserimento di Tedesco, l'estremo difensore biancoceleste esce tempestivamente dai pali e devia miracolosamente in angolo il tocco di piatto ravvicinato. La fortuna non sembra aiutare i rossazzurri che neanche sull'angolo seguente riescono a trovare la via del gol. Il destro in corsa di Izco sorvola infatti la traversa. Vargas è una spina costante nella difesa della Lazio, ma anche Sardo si vede spesso sulla destra, Biagianti (Edusei in panchina, ndr) e Tedesco si fanno valere in mediana, Mascara illumina il gioco. Al 33' arriva la svolta dell'incontro. Zauri trattiene in area proprio Mascara, Celi assegna il penalty ed espelle giustamente il capitano laziale. Sale la tensione sul volto di Spinesi. Il Gabbiano sa benissimo che sarebbe fondamentale portare sull'1-0 il Catania. L'attaccante prende la rincorsa, Ballotta intuisce ma non può nulla sulla staffilata rasoterra che sblocca finalmente la partita. Il tifo al Massimino diventa infernale, i padroni di casa legittimano un vantaggio più che meritano. Molto deludente la Lazio al termine dei primi 45'.
La ripresa inizia con un nuovo ingresso in campo tra le fila dei biancocelesti. De Silvestri sostituisce lo spento Meghny, provando a dare maggiormente consistenza al reparto arretrato in inferiorirà numerica. Al 47' però è il Catania a sfiorare la rete, stavolta con Mascara, che manca il tap-in da due passi sulla punizione in area di Sabato. Buona prestazione dell'ex terzino di Cagliari e Cesena. Vargas continua invece a fare l'indemoniato, dimostrandosi efficace anche in fase di copertura. Al 58' il direttore di gara sventola il secondo cartellino rosso dell'incontro, sempre ai danni della Lazio. Nel caso specifico è il francese Dabo che viene cacciato dal Signor Celi. Il centrocampista viene ammonito per un fallo su Tedesco, dice qualcosa all'arbitro e di conseguenza è costretto ad abbandonare il terreno di gioco. Laziali in nove. Da questo momento, paradossalmente, la Lazio gioca meglio e con grande generosità tenta l'impresa di pareggiare. Si rilassano un pò troppo gli etnei, che per l'ennesima volta evidenziano un netto calo nella ripresa. Oggi ha influito certamente il gran caldo ma sicuramente su questo aspetto bisogna migliorare. Tuttavia i laziali non danno l'impressione di credere veramente nell'1-1. Si rendono spesse volte pericolosi con tiri che terminano fuori dallo specchio della porta difesa da Ciro Polito. Lo stesso estremo difensore rossazzurro e Stovini chiamano a gran voce il pubblico del Massimino, invitandolo a sostenere ancora più insistentemente la squadra. Intanto l'ingresso in campo di Baiocco dà maggiore serenità agli etnei, forse timorosi di vincere. Nel finale la Lazio esaurisce la benzina e i rossazzurri possono controllare senza alcun affanno la partita. Dopo 3' di recupero giunge puntuale il fischio finale di Celi che manda le squadre negli spogliatoi. Il Catania respira in classifica, mentre gli uomini di Delio Rossi restano in zona tranquillità, riponendo tutte le speranze di riscatto della stagione sulla Coppa Italia. Prestazione buona a metà per gli etnei, che malgrado un secondo tempo di sofferenza sono riusciti a portare a casa un'importantissima vittoria.


16-04-2008 Roma 1-0 Catania

Totti fissa il risultato sull'1-0 all'Olimpico, ma la qualificazione resta ancora aperta. Mister Zenga schiera inizialmente Silvestre, Silvestri, Alvarez e a sorpresa Gazzola in campo, lasciando in panchina Izco, Sabato, Baiocco, Terlizzi e Biagianti, titolari nel derby. Indisponibili Colucci, Pià, Bizzarri, Sardo, Sottil, e Vargas. Tra le fila della Roma invece Spalletti non utilizza Doni, Cassetti, De Rossi, Taddei e Aquilani, impiegando il serbo Vucinic, Pizarro e Tonetto nella ripresa. Primo tempo molto equilibrato con i rossazzurri bravi a coprire gli spazi e creare alcune pericolose ripartenze. Bene Tedesco a centrocampo, sia in fase di interdizione che di proposizione del gioco. Da notare soprattutto la positiva performance del giovane Gazzola, schierato in posizione di ala destra, ruolo da lui ricoperto per la prima volta in maglia etnea. Il giocatore ha messo in evidenza qualità e personalità, proponendosi spesse volte sulla fascia e sfornando un buon numero di cross altamente insidiosi in area giallorossa. Sicuramente il romanista Antunes non ha avuto vita facile. Molto mobile Jorge Martinez a supporto di Spinesi. Quest'ultimo invece non è apparso in giornata favorevole. Lento e impacciato, non ha mai creato apprensioni alla retroguardia di Spalletti. Poco brillante anche il ghanese Edusei in mediana. Nel primo tempo fa comunque pochissimo la Roma che soffre il pressing e l'ottima disposizione in campo degli uomini di mister Zenga, abili a far girar bene palla ed evitare di chiudersi eccessivamente in difesa. Nella ripresa invece i padroni di casa scendono in campo con un piglio diverso. Subito al 46' s'illumina il capitano romanista Francesco Totti che fa partire una sassata violentisssima d'esterno destro dai 22 metri. E' il gol dell'1-0, Polito non può davvero farci nulla. Ora il centrocampo etneo va in affanno, il Catania non reagisce, Izco, che ha rivelato Gazzola (ha speso tante energie il ragazzo, ndr), non punge. Si rischia seriamente di subire il raddoppio al 55'. Totti lancia in contropiede Mancini che si presenta a tu per tu con Polito e prova il cucchiaio, intercettato splendidamente dall'estremo difensore catanese che non si fa gabbare dal brasiliano, tra i peggiori in campo all'Olimpico. Nei 20' finali di partita Zenga prova a rivitalizzare l'attacco dando spazio a Morimoto. Fuori il deludente Spinesi. Si rivede così il giapponese, autore del gol qualificazione a pochi minuti dalla fine contro l'Udinese al "Massimino". La musica però non cambia, sono sempre i padroni di casa a fare la partita. Sembra quasi che gli etnei si accontentino del passivo di 1-0. La Roma prova allora a spingere sull'acceleratore con l'intento di chiudere la partita. Spalletti si gioca anche le carte Vucinic e Tonetto ma il Catania si difende bene e al fischio finale di Ayroldi può tirare un sospiro di sollievo, guardando speranzoso al match di ritorno, in programma il 7 maggio. Del resto un gol è recuperabile e la bolgia del "Massimino" potrebbe agevolare non poco il team di Zenga. Sognare non costa nulla.


12-04-2008 Palermo 1-0 Catania 

Gara combattuta e intensa. La spunta il Palermo grazie a una prodezza di Fabrizio Miccoli nella ripresa. Il Catania di Zenga si è presentato alla sfida del Barbera privo dell'acciaccato Colucci, con Baiocco e Mascara partiti inizialmente dalla panchina, il primo perchè reduce da un infortunio, il secondo per scelta tecnica. Al suo posto Biagianti. Catania dunque schierato in campo con un accorto 4-5-1. Il Palermo invece, oltre alle assenze forzate di Simplicio e Capuano, ha dovuto fare i conti con l'improvviso forfait del portiere Fontana, sostituito da Agliardi. Per il resto confermate le ipotesi della vigilia che vedevano Caserta, Bresciano e Jankovic a supporto dell'unica punta Amauri. Giovanni Tedesco vince il ballottaggio con Guana. Nei primi minuti di gioco le due squadre in campo si studiano, poi la gara si fa noiosa e chi crede maggiormente nella vittoria sembra essere il Catania. Al 18' i rossazzurri sfiorano il gol con un'illuminazione di Spinesi per Biagianti in verticale. Il centrocampista controlla e tira in un fazzoletto, ma la palla finisce alta. Al 27' ancora etnei vicini allo 0-1, Spinesi viene liberato in area da Izco e prova a concludere d'esterno destro ma trova il miracolo in scivolata di Tedesco. E' un Catania pratico, ordinato in campo e pericoloso nelle ripartenze. In mediana ad impressionare favorevolmente è soprattutto Biagianti, mentre il duello personale tra i fratelli Tedesco si conclude con un sostanziale pareggio, anche se nel complesso ci si aspettava qualcosa in più dal palermitano Giovanni. Nel finale di tempo crescono i padroni di casa che al 34' sfiorano il vantaggio. Jankovic salta l'uomo, si accentra al limite dell'area e serve con un esterno pregiato Amauri che non ci arriva per un soffio: occasione clamorosa. Difesa etnea ben piazzata, i rosanero non riescono a sfondare. Terminano così i primi 45'. Ad inizio ripresa è il Catania a partire forte. Lo fa con Spinesi. L'attaccante sovrasta Barzagli e Agliardi devia con un miracolo in angolo tuffandosi sulla sinistra. I rossazzurri continuano a spingere mettendo i brividi ai padroni di casa. Al 51' l'ottimo Biagianti si invola verso l'area e viene abbattuto da Barzagli, prontamente ammonito dal direttore di gara. 2' dopo invece avviene la sostituzione che cambia il volto alla partita. Esce il deludente Giovanni Tedesco per far posto a Fabrizio Miccoli. Il neo entrato si rende subito protagonista con un gran tiro al 55': sponda di testa di Jankovic per l'ex juventino che controlla e conclude di destro. La palla finisce fuori di mezzo metro. Tra le fila del Catania piace la grinta di Izco mentre Vargas sul fronte opposto non è il solito giocatore devastante. Il Tecnico del Palermo Colantuono vuole vincere a tutti i costi il derby e decide di far entrare anche Cavani in sostituzione di Bresciano, scarsamente incisivo. Rosanero a trazione anteriore, Zenga però non sta a guardare e si gioca la carta Mascara. Il folletto di Caltagirone rileva al 65' Biagianti per dare maggiore imprevedibilità alla manovra. Qualche minuto più tardi rientra negli spogliatoi pure Spinesi. Zenga punta in questo caso sulla velocità di Jorge Martinez, giocatore che ha siglato sinora il suo ultimo gol stagionale in maglia etnea proprio contro i cugini rosanero in occasione della gara d'andata. A 10' dal termine il Palermo è più convinto dei propri mezzi, i rossazzurri arretrano un pò troppo, pur difendendosi con ordine, e all'84' arriva la rete che decide il match. Edusei falcia uno scatenato Miccoli a 25 metri dalla porta difesa da Polito e viene ammonito. Lo stesso attaccante del Palermo s'incarica della battuta del calcio di punizione e con una magia deposita la palla in fondo al sacco per l'1-0 che manda in delirio il Barbera. Il Catania reagisce immediatamente sfruttando un interessantissimo corner all'89'. Anche l'estremo difensore Polito si riversa in avanti e proprio quest'ultimo cerca il gol miracoloso ma non riesce ad impattare bene il pallone. I rossazzurri chiudono la gara in attacco ma dopo 4' di recupero arriva il fischio finale di Dondarini. Tre punti al Palermo e tanta amarezza per il Catania che con un pizzico di convinzione e fortuna in più avrebbe sicuramente conseguito un risultato ben diverso.


06-04-2008 Catania 3-0 Napoli 

3-0, Napoli al tappeto, il Catania ritrova il sorriso. Buona la prima di Walter Zenga, al debutto su una panchina della Serie A italiana. Miglior inizio non poteva essere per l'Uomo Ragno, elogiato dai tifosi etnei a fine partita. Finalmente si è rivisto un buon Catania, attento, pratico, cinico. Mister Zenga ha apportato qualche piccola variazione all'assetto tattico della squadra rispetto alla gestione Baldini. L'utilizzo del 4-4-1-1 nei primi minuti di gara con Colucci a supporto di Spinesi e Vargas avanzato a centrocampo, Sabato alle spalle del peruviano. Da segnalare inoltre il rientro in campo dall'inizio del difensore romano Christian Terlizzi, a far coppia con Stovini, come ai vecchi tempi. Al 4' i rossazzurri sono già in vantaggio. Colucci batte una punizione dalla sinistra, palla bassa che si infila nell'angolino basso alla sinistra di Gianello. Beffato l'estremo difensore partenopeo, esplosione di gioia del Massimino per la prima rete stagionale di Peppe Colucci. I padroni di casa però hanno bene impresso nella mente il ricordo del match della scorsa settimana in cui immediatamente subirono il pareggio nei primi minuti, ma stavolta capiscono che la gara è appena iniziata. Lo stesso Zenga dalla panchina inviata i suoi a non rilassarsi. Detto, fatto, anzi, arriva addirittura il raddoppio al 16'. Grande azione di Sardo sull'out destro, difesa ospite in bambola, cross basso a cercare Spinesi a centro area che insacca il sesto gol in campionato. Il Gabbiano va a segno per la seconda domenica consecutiva, tanta gioia anche per lui quest'oggi. I partenopei tentano la reazione ma hanno le idee poco chiare e rischiano di subire ancora al 40': bella palla dell'indemoniato Vargas dalla sinistra per Baiocco, subentrato di recente a Colucci per qualche acciacco fisico, la conclusione dell'ex centrocampista del Perugia è però debole e Gianello blocca senza problemi. Il primo tempo si conclude così sul risultato di 2-0, più che soddisfatto mister Zenga, turbato Edy Reja. Con l'ingresso in campo di Baiocco i rossazzurri rafforzano praticamente la mediana del campo, con l'intento di dare meno spazi possibili al Napoli. L'importante è non allungarsi troppo, giocare con equilibrio tra i reparti. Questo chiede Zenga ai suoi, mentre il tecnico dei campani spera nel risveglio della stella Lavezzi. Questo non avviene e il Catania, piuttosto che badare a gestire il vantaggio, spinge subito in avanti nella ripresa. Al 48' la retroguardia napoletana conferma di andare in notevole affanno nel momento in cui viene pressata, così c'è spazio anche per El Loco Vargas di gioire. Il peruviano, in area campana, "cicca" la prima conclusione ma poi ha tutto il tempo per tentare la seconda e sfondare la rete difesa dal povero Gianello. Sono tre pappine, etnei risorti, Massimino in ecstasy. Risultato pesante da digerire per il Napoli, chiamato adesso alla reazione d'orgoglio. Gli uomini di Reja iniziano a costruire azioni di senso compiuto, provano giustamente a fare la partita e nel giro di 10' colgono due legni. Al 57' Savini colpisce involontariamente di testa la parte bassa della traversa (in realtà l'intenzione del calciatore era forse quella di servire Sosa, ndr), poi è Pazienza a centrare il palo alla destra di Polito. Molto peggio fa al 74' il neo entrato Calaiò. L'attaccante palermitano sentiva particolarmente questo match e si è visto: l'assist di Lavezzi (una delle poche note positive dell'intera gara disputata dal "Pocho") è al bacio per Calaiò che a porta vuota riesce nell'impresa di calciare fuori. Gol letteralmente divorato. Il Catania, sopra di tre gol, non ha molto interesse a cercare la quarta realizzazione, ma di tanto in tanto si affaccia dalle parti di Gianello. Lo fa pericolosamente al 77': Sardo dalla destra centra per Spinesi che in mezza rovesciata da pochi passi schiaccia il pallone a terra e poi lo manda di un soffio oltre la traversa. Gran giocata dei rossazzurri, Spinesi se la prende con sè stesso per non aver siglato la doppietta personale. Nel finale i partenopei provano a salvare la faccia ma non riescono a trovare il gol della bandiera neanche al 91', quando Lavezzi timbra il palo alla destra di Polito con una conclusione dal limite; la palla finisce successivamente sui piedi di Calaiò ma ancora una volta l'attaccante è disastroso, calciando addosso al portiere da pochi passi. Il fischio finale di Orsato sancisce il netto successo del Catania ai danni di un Napoli in difficoltà in fase difensiva, seppur propositivo in avanti. Zenga festeggia il primo successo su una panchina italiana e lo fa stringendo la mano a staff tecnico e giocatori, come dire, restiamo tutti uniti fino alla fine. Naturalmente saluta anche affettuosamente i tifosi sugli spalti che gli hanno tributato un lungo applauso. Chi ben comincia è a metà dell'opera, mister !


30-03-2008 Catania 1-2 Torino
 

Risorge il Torino , rossazzurri che ripiombano in crisi. Il punto conquistato a Bergamo sembrava aver dato una scossa alla squadra di Baldini che invece colleziona una nuova sconfitta in campionato, per di più tra le mura amiche, in un vero e proprio scontro salvezza. Il Catania ha costruito comunque diverse occasioni da rete, giocando col cuore fino alla fine, ma quando commetti evidenti ingenuità come in occasione del gol del momentaneo pareggio granata di Diana, in Serie A vieni facilmente castigato. Il pari ospite è giunto immediatamente dopo l'1-0 siglato da Spinesi al 3', bravo a sfruttare la battuta del corner di Vargas beffando di testa Fontana. I rossazzurri lasciano varchi immensi ai piemontesi, scatenati soprattutto sulla fascia di competenza di Vargas. Rosina, Recoba, Diana e Motta hanno infatti creato a turno qualche scompiglio di troppo al Catania. Spesse volte El Loco ha lasciato scoperto il reparto arretrato, privo oltretutto dello squalificato Stovini, assenza rivelatasi pesantissima. Il pareggio ospite è nato proprio da un'errata disposizione della difesa etnea. Il taglio dentro di Recoba per l'ex palermitano Diana, lasciato liberissimo di presentarsi davanti a Polito e battere con il piatto sul primo palo, mostra chiaramente quanto sia stato elementare l'errore del Catania. L'esplosione del Massimino per il momentaneo 1-0 catanese si tramuta improvvisamente in silenzio per qualche istante. Poi le curve hanno ripreso costantemente a sostenere i ragazzi, che accusano il colpo. Al 15' il Toro va vicinissimo al 2-1 col Chino Recoba che con un gran sinistro costringe Polito al grande intervento. Prodigioso l'estremo difensore etneo nel respingere la bordata dell'ex interista. E' un buon momento per i granata. Al 25' Rosina entra in area da sinistra, affrontando Sardo: tocco con la punta del sinistro e palla un palmo fuori alla sinistra di Polito che si arrabbia con la difesa rossazzurra. Nei successivi 2' i torinesi sfiorano ancora il vantaggio. Prima Recoba con un terrificante sinistro da fuori trova Polito pronto a deviare in angolo, poi sugli sviluppi di un corner Motta salta di testa sovrastando Edusei ma la sua zuccata termina a lato di un metro. Il Catania si sveglia però nei dieci minuti finali di tempo. Incredibile l'errore di Mascara al 36'. Cross da destra, il numero 10 catanese viene a trovarsi da solo sul secondo palo a due passi dalla linea di porta: Mascara sceglie di colpire in tuffo di testa ma mette incredibilmente alto. Si chiudono dunque i primi 45', con i rossazzurri più pimpanti nel finale ma gli ospiti che nel complesso hanno creato le occasioni da gol principali. Nella ripresa il torinista Di Loreto è costretto ad uscire, a causa di uno scontro di gioco con l'estremo difensore Fontana. Al suo posto entra l'ex clivense Lanna. Parte subito forte il Catania. Al 52' sale in cattedra Colucci che entra in area da destra, arriva fin sul fondo e propone un tiro-cross che schizza sulla traversa e scivola in fallo laterale dall'altra parte. Brivido per Fontana. Il forcing rossazzurro continua, fino ad arrivare alla fucilata del Loco Vargas dal limite che per poco non batte l'immobile Fontana. Al 59' ci prova nuovamente Colucci a superare la porta torinista. La conclusione da fuori del calciatore foggiano trova la leggera deviazione di Mascara che per poco non inganna Fontana. Palla fuori di un metro alla destra del portiere ospite. Intanto c'è movimento nelle panchine delle due squadre. Nuovo cambio in vista per il Torino: fuori Recoba, dentro Di Michele. Attenzione perchè proprio questa sostituzione cambia completamente il volto della partita. Appena 3' dopo il suo ingresso in campo, il neo entrato trova infatti la via del gol: palla morbida in verticale di Rosina per Di Michele che controlla di sinistro anticipando Polito e deposita in rete di destro. L'1-2 arriva proprio nel momento migliore del Catania, è una rete pesantissima. Mister Baldini non si perde d'animo ed inserisce immediatamente Malaka Martinez. Esce il ghanese Edusei, in ombra quest'oggi. I rossazzurri, decisamente a trazione anteriore, attaccano disperatamente alla ricerca del pari. Al 70' è splendido Vargas che sull'ennesimo corner etneo prova un sinistro al volo, la sua specialità, che termina fuori di mezzo metro. La palla non vuole proprio saperne di entrare. Il Toro prova a difendere con ordine ma quando può sfrutta gli spazi lasciati inesorabilmente dal Catania, riversato in avanti. Al 90' Di Michele tenta di chiudere definitivamente i conti: il numero 17 si presenta davanti a Polito in contropiede, salta il portiere allargandosi a destra e tocca morbido in porta, ma mette clamorosamente alto. E' scatenato l'attaccante granata, sicuramente tra i migliori in campo insieme con Rosina. Nei minuti finali si rivede il Catania che dà la sensazione di voler a tutti i costi pareggiare l'incontro, risultato che meriterebbe ampiamente ma il 2-2 non arriva. Al 93' non viene fischiato un evidente calcio di rigore a Mascara, il quale va giù in area sul contatto col granata Motta; 1' dopo l'estremo difensore ospite salva in mischia su Gionatha Spinesi. Il direttore di gara dice che può bastare così e manda le squadre negli spogliatoi. Prima vittoria del Torino con il signor Rizzoli di Bologna. Il Catania abbandona il campo tra i sonori fischi del pubblico che contesta duramente dirigenza e squadra. Ko pesantissimo da digerire per i rossazzurri che hanno fallito proprio nel giorno in cui sarebbe stata fondamentale la vittoria. Per fortuna le altre dirette rivali non corrono. Indubbiamente però non si può fare continuo affidamento ai risultati mancati delle altre squadre. Bisogna ritrovare sè stessi, la propria identità. Domenica prossima la possibilità del riscatto immediato contro il Napoli al Massimino. Nonostante le smentite del Presidente Pulvirenti pare che la panchina di Silvio Baldini sia a rischio. Walter Zenga in preallarme?


22-03-2008 Atalanta 0-0 Catania 

Pareggio in trasferta per il Catania. Non accadeva dall'11 novembre scorso, a Torino contro i granata di mister Novellino. Dopo mesi di cocenti delusioni esterne i rossazzurri interrompono a Bergamo la disastrosa serie di nove sconfitte consecutive fuori dal Massimino. E' stata dura contro l'Atalanta, che proprio all'Atleti Azzurri d'Italia ha fatto penare diverse squadre (andando solamente ko con Roma e Palermo sinora, ndr), ma al termine dei 90' il risultato di 0-0 è sicuramente giusto. Nel primo tempo i rossazzurri sono stati un pò contratti, anche a causa della tensione per l'importanza della gara e la paura dettata dall'impressionante serie negativa di risultati conseguiti in trasferta. Con pochi tocchi i padroni di casa riuscivano a riversarsi nella metà campo catanese, contando soprattutto sulla spinta offensiva di Langella e Ferreira Pinto, oltre che sull'inventiva di Doni. La prima occasione per gli orobici capita al 6' sui piedi di Floccari, che va vicino al bersaglio con un destro a giro che si spegna di poco a lato. Si vede poco il Catania e al 22' l'estremo difensore rossazzurro Polito salva miracolosamente la propria porta su un'ottima rovesciata dell'ex messinese Floccari, ben servito in area da Guarente. Col passare dei minuti i bergamaschi si fanno sempre più aggressivi, spingono sull'acceleratore, gli etnei sbagliano tanti passaggi a centrocampo e anche quando provano ad attuare le ripartenze trovano spesso la difesa nerazzurra brava a far funzionare la trappola del fuorigioco. Sembra filare tutto liscio per gli orobici sinora. Al 24' Doni ha la concreta possibilità di portare in vantaggio la sua squadra, vedendosi assegnare un dubbio calcio di rigore dal signor Stefanini. Il fischietto di Prato si consulta con il guardalinee che vede un fallo di mano di Stovini in area e invita l'arbitro a concedere il penalty. Stefanini ascolta il suggerimento, a nulla valgono le proteste del Catania. Si appresta a calciare Doni, esattamente come in occasione della gara d'andata. Rincorsa dell'atalantino, il pubblico sta per esultare ma Polito con uno splendido intervento salva il Catania, deviando sopra la traversa la conclusione di Doni. L'episodio dà una piccola scossa ai ragazzi di Baldini che lentamente provano a ricompattarsi e produrre gioco. I padroni di casa non pungono più come in avvio di gara e dopo due minuti di recupero l'arbitro manda le due squadre a riposo sullo 0-0. La ripresa inizia con le formazioni che restano invariate e si affrontano a viso aperto. L'Atalanta vuole i tre punti, gli etnei non hanno alcuna intenzione di regalarli ai nerazzurri. Al 51' il Catania si procura la prima vera occasione da gol, con Colucci che prova ad impensierire Coppola da fuori, mirando all'incrocio. L'estremo difensore non si lascia sorprendere e salva in angolo. Rispondono subito gli orobici. Floccari, in versione assistman, serve una gran palla in verticale per Doni, che s'inserisce tra due avversari e viene fermato in angolo ancora una volta da un insuperabile Polito. Partita molto più bella in questa ripresa, i rossazzurri non sono affatto rinunciatari come in molte precedenti trasferte, ma naturalmente il rischio che si corra qualche pericolo in più dietro c'è. Diventa quasi fatale l'indecisione del peruviano Vargas al 59', che si fa soffiare il pallone da Ferreira Pinto, il quale entra in area a tutta velocità, ma sull'uscita di Polito il brasiliano calcia incredibilmente sul fondo. Nel frattempo i due tecnici iniziano la loro partita a scacchi. Del Neri rileva al 62' Langella, abbastanza contrariato per la decisione del mister, e Baldini risponde inserendo Sabato al posto di Vargas, andato in affanno sulle scorribande di Ferreira Pinto quest'oggi. Nell'ultima mezz'ora di gara crescono i rossazzurri che al 71' reclamano per un presunto calcio di rigore. Splendido il taglio di Edusei in area per Pià, sbilanciato da Manfredini, ma Stefanini non se la sente di assegnare la massima punizione. Il Catania c'è e Baldini prova a dare più sostanza all'attacco facendo entrare in campo Gionatha Spinesi, in sostituzione di Inacio Pià. Del Neri invece al 78' inserisce Padoin per lo stanchissimo Ferreira Pinto. 3' dopo è proprio il neo entrato Spinesi a sfiorare la rete del colpaccio esterno: grave errore in disimpegno di Doni, Sabato dentro per il "Gabbiano" che calcia di poco alto. Bella occasione, peccato che la palla non sia entrata dentro. Gli etnei sono più pimpanti dell'Atalanta in questo secondo tempo. Tuttavia al 90' i padroni di casa sfiorano seriamente il gol con l'ex empolese Belleri che colpisce il palo. L'azione era comunque ferma per un fallo in area visto da Stefanini. Poi non accade più nulla. Il fischio finale del direttore di gara giunge puntuale al 93'. L'incontro termina a reti bianche e tutto sommato il punto sta bene a entrambe le formazioni, soprattutto al Catania, che aveva proprio bisogno di ritrovarsi psicologicamente. Inoltre ha avuto modo di riscattarsi Ciro Polito, decisivo all'Atleti Azzurri d'Italia. Bene così. I tifosi etnei possono sicuramente star tranquilli e passare una serena Pasqua, prima di concentrarsi sul successivo impegno di campionato contro il Torino al Massimino, fondamentale per la corsa alla salvezza.


19-03-2008 Catania 0-0 Siena

Deludente pareggio tra Catania e Siena al "Massimino" e contestazione finale dei tifosi rossazzurri. Partita generosissima disputata dagli etnei, specialmente nel secondo tempo, ma i limiti sono sempre i soliti. Poche occasioni da gol, Spinesi un fantasma al centro dell'area di rigore avversaria, anche a causa dei pochi palloni ricevuti, e difficoltà nell'organizzare la manovra offensiva, spesso lenta e prevedibile. Naturalmente tutto si è complicato ulteriormente giocando contro un avversario ben chiuso in difesa e che raramente è stato in grado di rendersi pericoloso in contropiede, sfruttando la velocità di Maccarone. Il primo tempo del Catania dura solo i 20' iniziali, soprattutto per grinta e intensità agonistica. Poi il Siena è riuscito ad alleggerire la pressione rossazzurra, difendendo abbastanza bene lo 0-0. Arriva qualche conclusione sulla porta di Manninger ma l'estremo difensore austriaco corre complessivamente pochissimi rischi. La ripresa sembra iniziare con una musica diversa grazie all'ingresso in campo di Inacio Pià. Il brasiliano ha rilevato un Colucci decisamente non in serata di grazia ed in effetti è riuscito a dare maggiore profondità alla manovra rossazzurra. L'attaccante del Catania al 50' costringe il senese Rossettini all'intervento falloso e il difensore rischia di regalare un calcio di rigore alla formazione etnea. Tagliavento però, che ha ben arbitrato, vede bene e fischia la punizione dal limite. Ancora Catania in attacco. Al 53' Mascara riceve un ottimo cross tagliato di Tedesco dalla sinistra ma il tuffo di testa non dà i frutti sperati e la palla termina alta sopra la traversa. Per un attimo la gara si riaddormenta e gli ospiti provano ad approfittarne con il calciatore maggiormente rappresentativo, Massimo Maccarone. Big Mac spara un gran destro dal limite, Polito non ci arriva e per fortuna del Catania il pallone si stampa sulla traversa. Sarebbe stato il nono gol messo a segno dall'attaccante senese in questo campionato. I rossazzurri crescono nei 20' finali, sanno che i tre punti sono davvero fondamentali e alzano i ritmi della partita. Tuttavia si conclude poco nella porta avversaria e con risultati piuttosto modesti. Mascara svolge il solito gran lavoro di sacrificio correndo per ogni settore del campo come richiesto da mister Baldini ma, nel momento in cui bisogna essere cattivi là davanti, l'attaccante di Caltagirone pecca d'imprecisione. Lo stesso Spinesi si danna l'anima al centro dell'attacco ma la coppia difensiva Portanova-Ficagna ha sostanzialmente vita facile. Il Catania gioca col cuore fino al termine dei tre minuti di recupero e quando l'arbitra decreta la fine delle ostilità c'è spazio per i fischi sonori dello stadio e qualche coro di contestazione all'indirizzo di Silvio Baldini. Punto che accontenta solo il Siena.


16-03-2008 Sampdoria 3-1 Catania

Prosegue la tradizione negativa del Catania al "Ferraris", stavolta sconfitto per 3-1, ma soprattutto si allungano a nove le sconfitte di fila rimediate consecutivamente in questo campionato. Una vera è propria maledizione per un Catania come di consueto poco propositivo in avanti, soprattutto quando si tratta di giocare in trasferta. Oggi i rossazzurri sono scesi in campo secondo un 4-3-3, con Inacio Pià schierato a sorpresa dall'inizio, tenendo in panca Colucci. Per il resto mister Baldini ha mandato sul terreno di gioco il rientrante Edusei, confermando Tedesco in mediana, Silvestre e Silvestri in difesa. Sampdoria invece priva dello squalificato Cassano e degli infortunati Montella e Campagnaro. Pieri preferito a Ziegler sull'out sinistro. Bellucci in panchina. Ritmi soporiferi nel primo tempo. La partita provano ad accenderla i padroni di casa al 37' e al 38'. Nel primo caso, dopo un rimpallo, Gastaldello è solo davanti a Bizzarri ma spara alto, occasione clamorosa. 1' dopo Delvecchio si libera invece di tre giocatori in area di rigore e calcia trovando la deviazione provvidenziale di Matias Silvestre, molto bravo nella circostanza. Finisce qui un primo tempo al cloroformio. Catania che si limita a contenere gli avversari, senza però pungere in avanti. La ripresa parte subito nel segno della Sampdoria. Al 53' un gran tiro di Bonazzoli viene deviato in angolo, poi al minuto 56 è bellissima l'azione offensiva dei blucerchiati con Delvecchio che crossa basso dalla destra e Bonazzoli di prima intenzione spara un metro sopra la traversa. Catania non pervenuto. Al 62' si scalda il pubblico di Marassi per il ritorno in campo dall'infortunio di Claudio Bellucci. Esce Franceschini. Lo stesso ex attaccante del Bologna si rende pericoloso al 65' con un colpo di testa sulla punizione dalla trequarti di Palombo. La conclusione viene bloccata in presa bassa da Bizzarri. E' un ottimo momento per i padroni di casa, il Catania non fa male. Cresce col passare dei minuti l'incitamento da parte dei tifosi blucerchiati che credono fortemente nella vittoria, vedendo la formazione etnea in evidente difficoltà. Il gol del vantaggio ligure arriva al 68', udite udite, con un gran tiro dai 25 metri di Palombo. Bizzarri sbaglia sicuramente l'intervento ma la realizzazione del centrocampista doriano è simile a molte reti subite recentemente dal Catania in campionato. Nessuno infatti contrasta il giocatore avversario, libero di calciare e beffare l'estremo difensore rossazzurro per il meritato 1-0. A questo punto Baldini prova a dare una scossa alla squadra, sostituendo Mark Edusei per Mariano Izco. La reazione del Catania è immediata, il neo entrato argentino colpisce il palo sugli sviluppi di un corner al 73'. L'azione prosegue, Vargas mette in mezzo per Stovini che segna il primo gol in campionato che vale l'incredibile 1-1 contro la Sampdoria a Marassi. Gli etnei riescono così a pervenire al pareggio alla prima vera occasione dell'intero match. Il Catania adesso è euforico, forse troppo. 2' dopo infatti i padroni di casa conquistano uno dei tanti calci d'angolo della partita e sulla battuta dalla destra sbuca la testa di Accardi, lasciato libero di staccare e riportare in vantaggio la Samp. Disattenzione colossale della difesa catanese. I ragazzi di mister Baldini comunque non ci stanno a perdere e, generosamente, si riportano in attacco. All'81' Spinesi potrebbe festeggiare il quinto gol in campionato nel giorno della partita personale n.100 in Serie A, ma Castellazzi dice no al diagonale a botta sicura del Gabbiano. Bravissimo l'estremo difensore blucerchiato in questo caso, sfortunato Spinesi. All'83' invece Mascara commette una grave ingenuità, sbagliando praticamente un rigore in movimento. I rossazzurri attaccano in massa, vien da chiedersi come mai abbiano pensato a farlo soltanto adesso. Il sampdoriano Bellucci allora decide di punire a dovere il Catania, al minuto 86. A 13 giorni dall'operazione al menisco l'attaccante blucerchiato festeggia nel migliore dei modi il ritorno in campo con un gran diagonale di sinistro, dopo aver scartato abilmente Stovini. Poi, dopo 2' di recupero, il direttore di gara fischia la fine delle ostilità. Sampdoria in zona Uefa, Catania fermo a quota 27 punti in classifica. Positiva la reazione degli etnei nei momenti in cui i padroni di casa sono riusciti a passare in vantaggio. Non capiamo però il perchè non si sia provato a produrre più gioco sin dall'inizio, in una giornata in cui francamente la Sampdoria non ha fatto nulla di trascendentale per vincere. Un atteggiamento un pò più spregiudicato in trasferta sarebbe ben accetto, anche perchè non si può pretendere di fare esclusivamente risultato tra le mura amiche. Più volte lo stesso mister Baldini ha ribadito il concetto che la salvezza passi dal "Massimino", siamo d'accordo, ma è chiaro che la mentalità deve per forza di cose cambiare in trasferta se si vuole centrare l'obiettivo della permanenza nel massimo campionato. Per adesso occorre comunque concentrarsi all'impegno di mercoledì sera, in una sfida assai determinante contro il Siena a Catania, da vincere a tutti i costi.


09-03-2008 Catania 2-1 Cagliari

S'interrompe il digiuno di vittorie per il Catania, a secco da quasi tre mesi. Successo soffertissimo contro il Cagliari, squadra che ha davvero dato filo da torcere ai rossazzurri. Ma veniamo al film di questa emozionante partita. Il Catania parte forte nei primi minuti di gioco, sospinto dal calore dei 18000 presenti al "Massimino". Al 5' l'estremo difensore cagliaritano Storari (fischiatissimo dal pubblico catanese per via dei suoi trascorsi al Messina, ndr) è miracoloso nel respingere il sinistro di Mascara, poi ci prova capitan Baiocco ma ancora una volta il n.1 rossoblù interviene. Occasionissima per il Catania. Rossazzurri nuovamente pericolosi al 9' con un colpo di testa di Mascara su punizione di Vargas che termina alto sopra la traversa. Gli ospiti provano timidamente ad affacciarsi dalle parti di Bizzarri e un pò inaspettatamente trovano la via del gol. Al 21' punizione di Cossu dalla destra, Colucci non riesce a rinviare e Daniele Conti insacca con estrema facilità. E' lo 0-1 che gela "Massimino" e squadra etnea, letteralmente scioccata. Pesa come un macigno la realizzazione di Conti. I sardi giocano adesso con gran naturalezza e potrebbero anche raddoppiare. Al 23' l'ottimo Cossu calcia di destro da fuori ma incredibilmente la palla scheggia l'incrocio dei pali. Finalmente, è il caso di dirlo, la dea bendata c'è e aiuta il Catania. L'eventuale 0-2 avrebbe infatti complicato ulteriormente le cose ai rossazzurri, tramortiti dal vantaggio ospite. Poi al 26' è il cagliaritano Jeda a divorarsi un gol ma in questo frangente il Catania deve certamente ringraziare Bizzarri che a tu per tu con l'ex calciatore rossazzurro respinge ottimamente un primo tiro di sinistro del brasiliano, bloccando il secondo. Lo stadio è ammutolito, il Catania prova ad imbastire qualche manovra degna di nota ma lo fa confusamente. C'è infatti scarsa collaborazione tra i reparti e Colucci, schierato da Baldini in posizione di trequartista, non incide. Al 39' altra occasione per il Cagliari. Jeda tocca alla sua sinistra per Acquafresca che dal limite dell'area manda il destro alto. Parte del pubblico inizia a rumoreggiare, si teme un pomeriggio da inferno. Quando nessuno se l'aspettava ecco però arrivare la luce. Al 44' angolo dalla destra, serie di rimpalli, la palla arriva a Silvestri che indovina l'angolo alla sinistra di Storari tra una selva di gambe e batte in bello stile l'estremo difensore sardo. Si scalda nuovamente il "Massimino" per un gol che dà indubbiamente morale e fiducia ai ragazzi di Silvio Baldini. Il primo tempo si chiude con l'ammonizione di Baiocco, decisamente nervoso in campo. Durante l'intervallo il mister gli avrà sicuramente messo la museruola viste le continue proteste nei confronti del direttore di gara, il signor Banti di Livorno, peraltro abbastanza equilibrato quest'oggi. La ripresa si apre senza alcun cambio tra le due formazioni. Il Catania è sicuramente rinfrancato dal gol e dopo appena 1' prova a sfruttare a dovere un calcio di punizione. Lo batte Colucci dalla trequarti. La palla calciata dal giocatore foggiano spiove in area ma attenzione a quello che combina il difensore avversario Canini! Il suo ginocchio beffa involontariamente Marco Storari e il pallone finisce incredibilmente in rete. In poco tempo i rossazzurri si portano così in vantaggio e tutto diviene adesso più semplice. Sotto un profilo psicologico il Catania si sblocca e al 62' sfiora la terza realizzazione. Spinesi pur defilato sulla destra ci prova e Storari risponde presente deviando in angolo di piede. Cresce nuovamente il sostegno dei tifosi e con lui la spinta offensiva del Catania. Al 65' Baldini fa entrare in campo Izco, in sostituzione di Biagianti che, ammonito, salterà il prossimo impegno con la Sampdoria. L'ingresso dell'argentino permette agli etnei di tenere a freno il neo entrato tra le fila dei sardi Pasquale Foggia, imprimendo al tempo stesso maggiore vivacità alla manovra. Al 68' buon suggerimento di Tedesco per Spinesi, destro dal limite alla sinistra di Storari che toglie letteralmente il pallone dall'angolino. Sugli sviluppi dell'angolo salva la difesa del Cagliari. Padroni di casa sempre più pericolosi. Il tecnico del Cagliari Ballardini non è venuto però in Sicilia per una semplice gita ed ecco che al 69' decide di sostituire Parola con un attaccante, Larrivey. Intelligente la risposta di Baldini che rileva Spinesi per Malaka Martinez, consentendo così alla squadra di tenere maggiormente palla nella metà campo cagliaritana. Intanto le occasioni da gol fioccano per i rossazzurri che trovano sempre pronto e reattivo Storari. L'ex messinese alza in angolo anche un destro di Izco e 3' dopo, su angolo per il Catania, respinge un sinistro esploso da Vargas. Storari è una vera e propria saracinesca. Nel finale si rivede il Cagliari con Conti e lo sgusciante Cossu che sfiorano il pari, rispettivamente al minuto 81 e 82. Poi il Catania difende con ordine il vantaggio e dopo 4' di recupero può festeggiare il ritorno alla vittoria. Prestazione di carattere in una gara in cui ballavano punti pesantissimi in chiave salvezza. Da elogiare la compattezza del gruppo che ha saputo reagire nei momenti di difficoltà ed in particolare il gran lavoro svolto da Mascara e Vargas, semplicemente incontenibili. Ben si è comportata anche la difesa con Silvestri in primis. Il giocatore romano ha realizzato il gol del momentaneo pareggio che ha restituito serenità alla squadra ma ha pure avuto il merito di francobollare il cagliaritano Acquafresca, reso praticamente innocuo nell'arco dei 90'. Prossima avversaria la Sampdoria di Walter Mazzarri, da affrontare al "Ferrari