ORE 16.35 - Autore: Livio Giannotta
Finalmente. Il successo dell’Olimpico proietta il Catania in una migliore posizione di classifica, abbandonando la zona retrocessione. E’ il merito di una squadra che con Mihajlovic ha trovato una precisa identità. Più volte in altre occasioni ho paragonato le performance del Catania attuale a quelle della gestione Atzori, non lo farò stavolta. Dico, però, che la formazione rossoazzurra mi sta piacendo molto. Ha carattere, esprime un buon gioco, i vari reparti della squadra acquisiscono una sicurezza sempre maggiore. Sin dalle prime battute del campionato ho sostenuto che, prima o dopo, il Catania avrebbe dato le soddisfazioni che la tifoseria merita. Perché la società ha operato bene sul mercato, “riparando” all’unico errore commesso, la mancanza di una punta di un certo peso e spessore. E’ arrivata a gennaio dal Sudamerica, non è ancora al Top della condizione e ha bisogno di ulteriore tempo per ambientarsi, ma ecco immediatamente riscontrabile una certezza: Maxi Lopez è il classico bomber che non perdona dentro l’area di rigore. Ieri a Roma lo ha dimostrato con un gesto tecnico che ben evidenzia le doti di questo rapace attaccante. Probabilmente, tra le punte a disposizione di Mihajlovic, soltanto Lopez avrebbe depositato in rete quel pallone ottimamente calibrato da Mascara, senza nulla togliere agli altri. Sono comunque convinto che, a prescindere dal gol dell’argentino, il Catania “gustato” all’Olimpico avrebbe ugualmente avuto la meglio su una Lazio abulica, in piena confusione tattica e di idee. Sinceramente sono rimasto sorpreso dalle dichiarazioni a fine gara di Fabio Firmani, ex rossoazzurro che a Catania ha lasciato ottimi ricordi. A suo avviso per la squadra di Mihajlovic si è concretizzata, testuali parole, una vittoria “di culo”. Immagino sia stato solo uno sfogo a caldo perché, obiettivamente, il Catania ha non soltanto meritato di vincere ma, anzi, la Lazio può ritenersi fortunata se gli etnei non hanno voluto chiudere la partita sul 2-0. Avrebbero dovuto farlo, onde evitare il rischio di compromettere quanto di buono fatto. Ma in futuro si migliorerà anche sotto questo profilo. Intanto consiglio a Firmani di farsi un bel bagno d’umiltà, con lui tutta la squadra biancoceleste. Anche perché indubbiamente l’organico della Lazio varrebbe almeno l’Europa League, ma la realtà vede i romani in piena zona B adesso. Per salvarsi servono grinta, cinismo, voglia di lottare su ogni pallone, spirito di sacrificio. Mi sembra che ai biancocelesti manchino proprio queste caratteristiche. Tuttavia non mi interessa approfondire le tematiche della compagine romana. Ha i suoi problemi, preferisco guardare in casa propria e al prossimo nuovo fondamentale impegno del Catania. Domenica al “Massimino” i rossoazzurri ospiteranno l’Atalanta, galvanizzata dai tre punti conseguiti col Bari e, dunque, formazione immagino agguerrita. Per l’occasione non ci sarà Llama, a causa di un’ammonizione rifilata dal Sig. Gava che non stava né in cielo né in terra (l’argentino era diffidato, ndr). Poco importa se lo spirito del Catania sarà sempre lo stesso e gli interpreti faranno tutti la medesima parte. Il clan rossoazzurro sa benissimo quanto sia determinante anche il match in questione e potrà contare sul calore dei riconquistati tifosi etnei. Battere l’Atalanta significherebbe staccare i bergamaschi di ben sei punti in classifica. Inoltre domenica sarà l’occasione per incassare i due punti ingiustamente negati dai nerazzurri all’andata. Serve aggiungere altro fieno in cascina e, perché no, risucchiare squadre che stanno più in alto in classifica, vedi Chievo e Parma, distanti sei lunghezze dal Catania. Del resto l’unico modo per assicurarsi la salvezza, possibilmente in anticipo, è lottare su sé stessi. Perché appare ormai evidente come nessun rivale degli etnei abbia intenzione di abbandonare la categoria. Men che meno il Catania, attratto dalla prospettiva di crescere e consolidarsi in via definitiva la prossima stagione. (
TuttoCalcioCatania.com)
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