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08-03-2010 L'Editoriale del lunedì

   

ORE 13.01 - Autore: Livio Giannotta

Il Catania lascia due punti a Cagliari ma ne guadagna uno sul Livorno, terz’ultimo in classifica. Risultato che lascia soddisfatti per metà, dunque. Cagliari è un campo estremamente difficile per chiunque, eppure i rossoazzurri hanno convinto più dei padroni di casa nonostante la partita fosse iniziata nel peggiore dei modi. A pochi minuti dal fischio d’inizio Llama è stato costretto ad abbandonare il terreno di gioco per infortunio, Lazzarri ha trovato un gol casuale lasciando interdetto il Catania. Per fortuna solo per un attimo perché col passare dei minuti i siciliani si sono ritrovati, non smarrendo lo spirito battagliero che mister Mihajlovic ha sapientemente inculcato alla squadra. Le urla del tecnico serbo all’indirizzo dei giocatori hanno prodotto una convincente reazione che ha portato al gol del meritato pareggio di Mascara. Interessante notare che il Catania non si è affatto accontentato dell’1-1 spingendo ancora sull’acceleratore fino a portarsi in vantaggio. In gol l’argentino Maxi Lopez che proprio nel consueto articolo di presentazione del match avevamo invocato. A quel punto la vittoria sembrava davvero alla portata del Catania, in quanto i sardi faticavano a reagire e soffrivano l’ottima disposizione in campo degli etnei. Nel secondo tempo si è verificato, invece, un episodio determinante che ha mandato su tutte le furie i tifosi cagliaritani: l’espulsione per somma di ammonizioni inflitta dal Sig. Pierpaoli a Canini. Nella circostanza l’arbitro ha considerato l’intervento del difensore rossoblù da ostruzione nei confronti di Andujar che stava per rimettere il pallone in gioco. Confesso in tutta sincerità di non conoscere con chiarezza in questi casi il regolamento, se non che viene presa in considerazione la distanza tra le parti. Non so se l’arbitro ha fatto bene ad estrarre il secondo giallo ma, probabilmente, è risultato determinante il saltello di Canini. Nello specifico il giocatore è stato un po’ ingenuo e bisogna ammettere che, forse, a giudicare dalla sua prestazione sarebbe stato comunque espulso nei minuti successivi. Anche perché Martinez lo ha disorientato di frequente, Canini aveva già commesso un buon numero di falli e collezionato un cartellino giallo. Fatto sta che il Catania si è ritrovato in superiorità numerica, sfruttando quindi una chiara situazione di vantaggio. Da lì a poco mi sarei aspettato il possibile 3-1 ma gli etnei sono stati obiettivamente sciuponi. Va altrettanto riconosciuto il merito al Cagliari di non aver mai mollato nonostante giocasse in 10 contro 11. Alla fine gli etnei hanno pagato la mancanza di cattiveria sottoporta con il pareggio beffardo siglato da Cossu. Questa l’unica nota negativa dell’incontro a mio avviso. Mi piace comunque sottolineare lo spettacolo che entrambe le squadre hanno offerto al pubblico. Chi ha assistito a Cagliari-Catania non sarà certamente rimasto deluso e avrà notato come il livello del nostro campionato si sia innalzato soprattutto in relazione ai progressi evidenziati dalle compagini medio-piccole. Soltanto di rado si vede calcio-champagne in Italia, ed è significativo che domenica siano state le formazioni di Allegri e Mihajlovic a regalare forti emozioni per intensità del gioco espresso e qualità. Vuol dire che entrambi i tecnici stanno lavorando bene ed interpretano il calcio con grande spirito di sacrificio e abnegazione. C’è però un conto che non mi torna: gli 11 punti di differenza in classifica tra etnei e sardi. Francamente non ho riscontrato sul campo un simile divario, il che alimenta il rammarico per aver sperperato un’enormità di punti nel girone d’andata. Tuttavia bisogna sempre confrontarsi con la realtà dei fatti e non ritenere già compiuta la missione salvezza. L’umiltà va mantenuta perché tante battaglie attendono ancora la truppa di Mihajlovic. Venerdì, ad esempio, il Catania ospiterà al “Massimino” l’Inter. Qualcuno sosterrà che gli etnei non avranno nulla da perdere al cospetto della capolista, io invece penso che il Catania dovrà sfruttare al meglio il fattore casalingo con l’intento di vincere come se si trattasse di uno scontro-salvezza. Sarebbe un suicidio partire già sconfitti contro la corazzata nerazzurra. Tanto vale provarci, far valere la propria forza tra le mura amiche continuando ad esprimere al meglio il potenziale di cui si dispone. Anche l’Inter può andare in difficoltà, specialmente in questo periodo poco esaltante in termini di gioco e rendimento per il “Dream team” di Josè Mourinho. (TuttoCalcioCatania.com)

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